Fondo Nazionale Innovazione è ancora nel limbo. Infatti, se da una parte iniziano a concretizzarsi alcune delle misure introdotte dalla Legge di Bilancio 2019, il decreto interministeriale attuativo per il fondo, che ha già ottenuto il via libera dal Mise e dal Mef, attende la firma del Ministro per il Sud. Cresce l’attesa tra gli operatori del settore per una misura strategica in grado di far decollare un mercato ancora piccolo ma molto promettente.

In un recente articolo abbiamo parlato degli ecosistemi di startup hi-tech e delle strategie in ambito open innovation che venture capitalist, mentor, startupper, ricercatori, nonché imprese attive o interessate, possono attuare per contribuire alla crescita economica dei territori. È il fenomeno dell’open innovation, che prevede ci sia un’incorporazione di stimoli esterni all’interno dell’azienda ma anche il rilascio di flussi di conoscenza (es. brevetti) dall’interno dell’organizzazione al mercato esterno.

L’approccio aperto all’innovazione viene adottato con sempre maggior frequenza dalle aziende italiane, anche se in alcuni casi in modo ancora inconsapevole. Tra le iniziative di open innovation spiccano le collaborazioni con le startup, che possono portare diversi vantaggi (cultura lean, forte spinta innovativa, flessibilità) ma anche alcune problematiche (difficoltà nella comunicazione con le aziende, gestione della proprietà intellettuale, ecc.). Sempre più l’imprenditorialità richiede un corretto connubio tra creatività e scientificità negli approcci alla formulazione di una strategia innovativa e di un business model che garantisca sopravvivenza e successo. A tal fine molti studiosi stanno dibattendo del passaggio da open innovation a open integration – ovvero la capacità di integrare sistemi esterni e interni di conoscenza, risorse e skills – e sulla necessità ineludibile di tale passaggio o cambio per una crescita economica che favorisca lo sviluppo dei territori. Si discute del ruolo dei centri di ricerca e delle tecnologie digitali abilitanti a supporto di tale passaggio, di come l’integrazione aperta può essere adottata.

La trasformazione digitale sta contribuendo a cambiare i paradigmi tradizionali delle imprese: nascono nuovi ruoli organizzativi, cresce il bisogno di una nuova cultura imprenditoriale e di modelli agili e aperti, cambia l’ecosistema di riferimento per l’innovazione, con nuovi attori (tra cui spiccano le startup). È importante conoscere gli strumenti che possono supportare chi all’interno dell’organizzazione si dedica allo sviluppo dell’innovazione, le principali azioni da compiere per avvicinarsi all’Open Innovation, come anche le criticità e i benefici, e la diffusione di uso a livello nazionale e internazionale.

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