La meccatronica è oggi il comparto manifatturiero centrale per il passaggio alle nuove modalità produttive spinte da Industria 4.0. Le grandi imprese lo sanno bene; ma anche le pmi impegnate nella ricerca di un maggior numero di figure professionali legate proprio alla trasformazione in atto della catena produttiva.

Il punto, tuttavia, è che queste risorse spesso non si trovano. Da qui al 2023 Unioncamere stima un fabbisogno occupazionale delle aziende della filiera «meccatronica-robotica» che oscilla tra le 83mila e le 96mila unità .

Anche il settore della riparazione e della manutenzione esprimerà, nello stesso periodo, una richiesta di personale importante: tra le 19mila e le 23mila posizioni. Le industrie elettriche ed elettroniche inoltre apriranno le porte a 2-6mila nuovi lavoratori. Considerati, però, gli attuali livelli dell’istruzione tecnica già si sa che molte di queste selezioni andranno a vuoto per assenza del candidato giusto (la stima a livello nazionale è del 33% – vale a dire uno su tre).