Tradizionalmente la parola intelligenza era associata alle capacità cognitive umane elaborate dall’organo principale del sistema nervoso: il cervello. Seguendo i processi e il comportamento tipici della mente umana, gli scienziati informatici hanno addestrato i computer a “ragionare”. Nasce così l’intelligenza artificiale: l’abilità delle macchine a svolgere azioni e risolvere problemi agendo in totale autonomia. Alla base ci sono studi scientifici di algoritmi e modelli statistici come ad esempio il machine learning, l’apprendimento automatico. Questo metodo informatico si basa sul concetto che una macchina può pensare, apprendere e adattarsi. Le reti neurali artificiali (RNA) svolgono un ruolo cruciale nel campo dell’intelligenza artificiale e vengono applicate oggi in diversi settori.

Le reti neurali artificiali sono modelli computerizzati di unità o nodi collegati tra loro. Sono progettati per trasmettere, elaborare e imparare dalle informazioni (i dati) in modo simile in cui lavorano i neuroni (le cellule nervose) nell’uomo. In ambito informatico si parla di reti neurali artificiali per distinguerle dalle reti neurali biologiche di cui seguono il modello. L’idea alla base è che il cervello umano è il “computer” più complesso e intelligente che esista. Modellando le RNA, nel modo più vicino possibile alla struttura e al sistema di elaborazione delle informazioni utilizzate dal cervello, i ricercatori vogliono creare computer che si avvicinino o superino l’intelligenza umana.

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