La pneumatica ha numerose applicazioni in cui interagisce con la salute, il suo monitoraggio e la cura di patologie. La pneumatica permette di raggiungere importanti risultati nel campo dell’ingegneria biomedica, dove si realizza la virtuosa interazione tra macchina, mossa da potenza a fluido, e fisico umano, contribuendo a compensare e ridurre stati di sofferenza e disagi.

Un classico esempio di applicazione della pneumatica è la strumentazione per la misura della pressione arteriosa. La pressione arteriosa è la pressione esercitata dal fluido, il sangue pompato dal cuore, sulle pareti delle arterie. Il cuore batte ad intervalli regolari, ne consegue un ciclo di valori nel tempo della pressione arteriosa tra una pressione massima (sistolica), che corrisponde alla fase di pompaggio del sangue nelle arterie, e una pressione minima (diastolica) che corrisponde alla fase in cui il cuore aspira il sangue. La misura della pressione arteriosa offre un’importante informazione per la salute. Questo dato può essere ottenuto in modo diretto, tramite un catetere inserito nell’arteria e collegato ad un trasduttore di pressione oppure con una misura indiretta con apparecchi che agiscono dall’esterno. Tra questi il più utilizzato è lo sfigmomanometro di Scipione Riva Rocci, medico piemontese, nato ad Almese, presso Torino, nel 1863. Allievo di Carlo Forlanini, Riva Rocci seguì l’indirizzo iatromeccanico del suo maestro, divenendo suo assistente presso la clinica medica propedeutica a Pavia, diretta in quegli anni dal Forlanini. Lo strumento ideato da Riva Rocci è dotato di una tubo o colonna cilindrica in vetro contenente mercurio, sulla colonna è indicata la quota raggiunta dal mercurio, tale quota è in relazione alla pressione con cui il mercurio è spinto in antagonismo alla gravità. La pressione rilevata dalla lettura della quota del mercurio corrisponde alla pressione dell’aria contenuta in un manicotto indossato dal paziente. Il manicotto, indossato di solito sul braccio all’altezza del gomito, preme sull’arteria omerale e, con un fonendoscopio, è possibile sentire il battito del cuore corrispondente alla fluttuazione della pressione arteriosa. Il manicotto è pressurizzato oltre il valore di pressione massima e lo si fa lentamente sgonfiare rilevando la pressione di massima, al comparire del suono del battito nel fonendoscopio, e di minima al suo scomparire.

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