Robotica collaborativa sempre più al centro delle tecnologie abilitanti della fabbrica intelligente. Si tratta dei nuovi robot specificatamente progettati per essere usati in presenza dell’uomo, senza necessità di barriere di protezione fisica. Un altro strumento per innovare in chiave digitale la produzione. Le tecnologie sono ormai disponibili: sta ora alle aziende cogliere queste opportunità per guadagnare vantaggio competitivo.

La discesa nel mercato della robotica collaborativa dei grandi player della robotica mondiale (ABB, Comau, Fanuc, Kawasaki, Kuka per citarne alcuni), a fianco dei produttori specificatamente orientati ai cobot (Universal Robots, Doosan, Franka Emika e altri) ha definitivamente acceso i riflettori degli analisti su questo nuovo mercato. I recentissimi dati di mercato forniti dall’International Federation of Robotics (IFR) per la prima volta quest’anno riportano statistiche, oltre che per la tradizionale robotica industriale e per la robotica di servizio, anche per la robotica collaborativa.

Le PMI che intendono almeno parzialmente automatizzare i propri processi produttivi sono attratte, o quantomeno incuriosite, da questi nuovi strumenti che promettono ridotti costi e tempi dell’investimento in automazione, ritorni di investimento più favorevoli e curve di apprendimento da parte del personale accelerate.

Ma l’acquisto e la messa in servizio del robot collaborativo sono di per sé sufficienti a compiere un vero salto di qualità nel processo produttivo? Ci sono altre opportunità da cogliere inserendo il robot collaborativo in una fabbrica altamente digitalizzata?