La voglia di fare impresa dei giovani è in crescita, tuttavia ad aumentare sono anche le difficoltà che gli imprenditori under 35 devono affrontare soprattutto nei primi anni di attività.

Secondo la fotografia scattata dall’indagine Unioncamere sulle imprese giovanili tra il 2011 e il 2018, infatti, una su tre chiude nei primi 5 anni di vita e di queste circa la metà non supera il biennio. Nell’arco di otto anni, infatti, sono 122mila le giovani imprese che hanno chiuso i battenti a fronte di 575mila le iniziative imprenditoriali registrate.

Tra il 2011 e il 2018 il rapporto tra imprese giovanili per 1000 giovani è calato di 7 punti, passando da 57,2 a 50,3. Un dato di fatto è la crescita del numero di giovani che dalle Regioni del Sud decidono di spostarsi al Centro e al Nord per avviare una nuova impresa: sono 41mila i giovani imprenditori del Mezzogiorno che hanno scelto di spostarsi altrove, con una media di un giovane su 10. Le Regioni con maggiore mobilità sono Molise (22,8%), Calabria (21,6%) e Basilicata (19,7%).

“Secondo i nostri dati – commenta il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli – la voglia di fare impresa dei giovani del nostro Mezzogiorno non è stata sconfitta dalla crisi che ha colpito l’economia italiana. Ma occorre creare le condizioni per evitare che i migliori fuggano in altre aree del Paese o all’estero”.

Sono circa 952 mila i giovani titolari o soci di un’impresa, un terzo sono donne, e nel complesso hanno un’età media di 28,7 anni. Ma sono sempre meno quelli pronti a puntare sull’autoimprenditorialità.

Secondo la mappa tracciata da Unioncamere, inoltre, la Lombardia è la meta preferita dai giovani imprenditori che arrivano dalla Calabria, dall’Emilia-Romagna, da Piemonte, Sardegna, Sicilia e Puglia, mentre dall’Abruzzo, dalla Toscana e dall’Umbria si spostano in Lazio.