Continuità, rilancio della strategia per digitalizzazione delle imprese con un nuovo focus sui progetti, innovazione e sostenibilità: sono queste le caratteristiche qualificanti del nuovo Piano Transizione 4.0 che, pur modificando l’assetto degli strumenti, conferma e rilancia la strategia per la trasformazione digitale delle imprese.

Il Piano, infatti, non solo garantisce un adeguato supporto agli investimenti in beni materiali e immateriali con uno stanziamento di circa 7 miliardi che consente di mantenere sostanzialmente invariata rispetto al 2019 l’intensità delle agevolazioni, ma amplia il suo raggio d’azione sostenendo i progetti volti alla trasformazione digitale e riorganizzazione dell’intera fabbrica e alla trasformazione dei modelli di business.

Facciamo il punto sul Piano e sulle prospettive che, in un’ottica di medio periodo, consentano di delineare politiche capaci di rafforzare ulteriormente la competitività delle imprese italiane e di agevolare un salto ulteriore al sistema produttivo italiano.

Sotto il profilo delle misure, il nuovo Piano punta a razionalizzare e semplificare l’utilizzo degli incentivi del Piano Nazionale Industria 4.0, prevedendo come unico strumento fiscale il credito d’imposta con aliquote differenziate in funzione delle attività realizzate dalle imprese e degli obiettivi da raggiungere.

Più in dettaglio, sono due le novità sostanziali:

  • l’introduzione di un “credito d’imposta beni strumentali” in sostituzione di super e iper ammortamento e
  • l’ampliamento del credito d’imposta R&S con un’apertura all’innovazione, ai progetti 4.0 e ai progetti con obiettivi di sostenibilità ambientale. Il Piano inoltre conferma il credito d’imposta formazione 4.0 con l’eliminazione dell’obbligo di accordo sindacale: si tratta di una semplificazione molto importante soprattutto per le PMI, che rende più immediato l’utilizzo della misura da parte delle imprese a beneficio delle persone coinvolte in azienda.

La definizione delle misure è stata oggetto di un intenso confronto con il Mise grazie al quale sono state recepite nella legge di bilancio gran parte delle richieste di Confindustria volte a mantenere un focus su Industria 4.0, in termini di risorse e di strategia, e a facilitare il passaggio dal super e iperammortamento al nuovo credito d’imposta: sono stati confermati i criteri di accesso alla misura – mantenendo il riferimento agli allegati A e B della legge di bilancio 2017 e il requisito dell’interconnessione – ed è stata garantita l’automaticità dello strumento, limitando gli adempimenti burocratici a una semplice comunicazione che l’impresa deve inviare al Mise al solo fine del monitoraggio della misura.

La continuità rispetto al 2019 è quindi assicurata, ma non solo: la legge di bilancio 2020 contiene un impegno programmatico a dare continuità agli strumenti per un triennio. Si tratta di un impegno importantissimo per il mondo produttivo, che ha così la possibilità di pianificare i propri progetti di investimento, sapendo di poter contare sul supporto pubblico e soprattutto sapendo che la trasformazione digitale resta un obiettivo strategico per la competitività del Paese.

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