Uno degli aspetti maggiormente sottovalutati dei progetti di trasformazione digitale avviati da molte aziende è rappresentato dal loro impatto sulle dinamiche di comunicazione interna. Nella maggior parte dei casi, l’introduzione all’interno di un’organizzazione di nuove tecnologie, così come l’attivazione di nuovi processi operativi, ha come risultato diretto una circolazione più veloce delle informazioni al suo interno.

Prevedere questa accelerazione, capire come si riverbererà sulle persone coinvolte e comprendere se effettivamente una funzione aziendale, al di là del salto tecnologico che si appresta a fare, è in grado di sopportare un maggiore volume di informazioni, è una sfida che spesso non viene tenuta nella giusta considerazione. La gestione di un numero crescente di informazioni è un aspetto direttamente collegato alla sfera cognitiva di un individuo e non è (solo) correlata con gli strumenti che questi ha a disposizione per gestire quelle informazioni.

A questo aspetto, poi, va aggiunto che la ripetitività di certe mansioni si traduce anche in un consolidamento relativo alla quantità di relazioni e informazioni elaborate: aumentarne il volume o anche solo velocizzarne la loro dinamica non è un fattore trascurabile. Al contempo altre trasformazioni, collegate alle modalità di lavoro, stanno invece modificando gli assetti organizzativi: è il caso, per esempio, dello smart working, ormai adottato con sempre maggiore frequenza da un numero crescente di imprese; o, ancora, è il caso dell’introduzione degli orari flessibili, in ingresso e in uscita.

Il risultato è che team fino a poco tempo caratterizzati da un loro preciso profilo oggi vedano la propria conformazione mutare a seconda di una presenza fisica variabile dei loro componenti. In altre parole, da un lato la trasformazione digitale accelera il trasferimento delle informazioni; dall’altro, i nuovi modelli di lavoro ci rendono più autonomi nella gestione della relazione con l’azienda e i colleghi.

Il risultato di questa combinazione, in termini di comunicazione interna, è un incremento esponenziale della complessità e di una certa imprevedibilità del contesto lavorativo che non può più essere lasciata al caso. Non è un caso, infatti, se stanno aumentando le opportunità che le aziende offrono per entrare a far parte – se non addirittura per costituire ex novo – dei loro team di comunicazione interna o se un numero crescente di agenzie di consulenza sta mettendo a punto un’offerta dedicata a questo specifico ambito. Un ambito che è destinato a non essere più necessariamente ricompreso nella funzione delle Risorse umane.

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