Per decenni, i progressi della tecnologia hanno cambiato il modo di lavorare e le aziende si sono adattate. Perché questa volta è diverso? Perché la trasformazione del lavoro – il cosiddetto Future of Work – sta diventando un’onda in grado di travolgere – e stravolgere – la cultura aziendale, l’organizzazione e il modo di condurre il business. E perché le aziende dovranno faticare per adattarsi alle nuove esperienze lavorative.

Nel pieno dell’era della trasformazione digitale, i modelli di lavoro tradizionali si stanno rivelando poco agili, adattabili e scalabili. Sempre più, invece, l’uomo opererà fianco a fianco con “colleghi digitali”, e ciò gli consentirà di concentrarsi su attività di maggior valore. Il futuro del lavoro guarderà all’automazione per gestire pratiche ricorrenti e ridondanti, ma anche per affrontare crescenti complessità e rischi. Soprattutto, porterà l’uomo a distinguersi dalle macchine investendo su nuovi valori e competenze come l’immaginazione, la creatività e l’empatia. Ciò richiederà ambienti di lavoro, strutture organizzative e metriche completamente nuove.

Future of Work significa dunque ripensare il modo in cui il lavoro viene svolto. Dal punto di vista tecnologico, culturale e organizzativo. È un passaggio fondamentale verso un modello di lavoro che promuove la collaborazione uomo-macchina, abilita nuove competenze ed esperienze, e supporta un ambiente non limitato dal tempo o dallo spazio.

La trasformazione del lavoro è necessaria per innescare realmente la digital transformation e non solo per aumentare l’agilità aziendale, la produttività dei lavoratori e l’efficienza operativa. Ma per avere successo, deve diventare parte essenziale della strategia organizzativa e collegarsi direttamente alla crescita del business come mandato prioritario di tutti i C-level, dal CHRO al CFO, al CIO.

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