Molti sono convinti, e a ragione, che una delle principali cause dello stallo economico italiano risieda nella scarsa produttività del nostro Paese, e quindi nella limitata quantità di valore prodotta. Confrontando i dati relativi alla produttività sul lavoro tra Germania e Italia, nel periodo che va dal 1995 al 2017, si evince per esempio, come l’Italia sia cresciuta solo dello 0,4% annuo, al cospetto di una Germania che viaggia invece al ritmo dell’1,6%.

Quali le ragioni alla base del gap delle nostre imprese?
Molte e complementari fra loro. E fra queste vi è anche la voce “management”. Diversi studi evidenziano infatti come le pratiche di gestione snella, raggruppate nell’acronimo Oelm (Operational Excellence e Lean Management), costituiscano il differenziale di maggiore produttività fra le aziende che le adottano in modo sistematico e quelle che non le adottano o le adottano solo superficialmente.

Una ricerca, fra le prime in Italia così approfondite sull’argomento, condotta dall’Università di Padova e Cuoa Business School, ha scattato una fotografia sulla diffusione delle buone pratiche manageriali nelle aziende della Penisola, cercando di evidenziare i “difetti” del nostro tessuto industriale e di misurare l’impatto effettivo sugli indicatori economico-finanziari delle piccole e medie imprese manifatturiere.

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