Le novità sul regime forfettario previste dalla legge di Bilancio 2020 sono operative dallo scorso primo gennaio, quindi escludono dall’applicazione della flat tax i lavoratori autonomi che hanno superato i nuovi paletti nel 2019: il chiarimento, atteso dopo le ripetute richieste (dai Commercialisti in primis), arriva dall’Agenzia delle Entrate.

Il provvedimento 7/2020 chiarisce tutti gli aspetti legati all’entrata in vigore delle modifiche al regime forfettario contenute nel comma 692 della legge 160/2019. E conferma le anticipazioni fornite dal Governo nelle scorse settimane, anche in occasione di interrogazioni parlamentari.

Le novità, lo ricordiamo, rappresentano una stretta rispetto alle regole applicate nel 2019: non solo resta il paletto a 65mila euro di ricavi per poter applicare la tassazione piatta al 15% ma è stato introdotto anche un tetto di 20mila euro di spese di personale e lavoro accessorio, nonché un divieto di cumulo con un reddito da lavoro dipendente sopra i 30mila euro.

Ai fini dell’individuazione del periodo di imposta a decorrere dal quale le suddette modifiche producono effetto, spiega l’Agenzia delle Entrate, il limite alle spese di personale «va verificato con riferimento all’anno precedente all’applicazione del regime forfettario». Quindi, se una Partita IVA nel 2019 ha avuto spese per collaboratori superiori a 20mila euro non può accedere al regime forfettario nel 2020.

Discorso analogo per il cumulo con lavoro dipendente: la norma, si legge nel documento delle Entrate, «opera già dal periodo d’imposta 2020 se i contribuenti nel periodo d’imposta 2019 conseguono redditi di lavoro dipendente e/o assimilati in misura superiore a 30mila euro».

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