Le competenze trasversali, non specifiche, di una professione o di un ambiente organizzativo sono quelle competenze personali che entrano in gioco nel momento in cui si deve rispondere a sollecitazioni che possono provenire da particolari esigenze personali o da esigenze organizzative.

Spesso, alle competenze trasversali viene data una connotazione caratteriale: se non si è dotati di una particolare competenza, difficilmente si riuscirà a raggiungerla. Se non siamo dei leader, mai lo potremo diventare. Solo perché non fa già parte del nostro essere, non riusciremo mai a raggiungere quella competenza: quanto è sbagliato questo atteggiamento.

Immaginiamo di dire ad un bambino “tu non sei portato per la matematica!”. Quale sarebbe la sua reazione? Molto probabilmente questo nostro pensiero diverrebbe un alibi per non impegnarsi più. Così facendo ostacoleremmo il suo sviluppo e gli negheremmo delle opportunità, quando dovremmo invece stimolarlo affinchè possa migliorare con impegno e dedizione.

Le neuroscienze insegnano che nella nostra mente tutto può essere cambiato solo se siamo noi a volerlo. Pertanto, l’acquisizione di queste competenze passa direttamente da noi, dalle nostre motivazioni personali, dalla nostra determinazione, dalla nostra forza nel resistere alla stanchezza quando i risultati non arrivano. Ho detto che siamo noi a doverlo volere, anche se le competenze che vengono richieste sono a livello aziendale. In questo caso, come potrà agire l’organizzazione? Non semplicemente comunicando al dipendente quali competenze dovrà acquisire: dovrà trovare gli stimoli adeguati che possano spingere la persona verso un percorso di miglioramento.

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