Transizione energetica: molti associano questo concetto al passaggio a energie rinnovabili come l’energia elettrica da fonti solari ed eoliche. Il passaggio a un approvvigionamento energetico sostenibile offre potenziali enormi, che spesso tuttavia passano inosservati e che derivano non tanto dalla produzione di energia elettrica, quanto più da suo risparmio. A questo riguardo, l’industria riveste un ruolo di primo piano. Di questo consumo, quasi il 70 % è ascrivibile ai motori elettrici. Questi, pertanto, rappresentano la leva principale su cui agire per risparmiare energia. Il 10 % dell’energia potrebbe essere risparmiato immediatamente utilizzando motori a risparmio energetico. Un ulteriore potenziale è offerto dalla regolazione elettronica del numero di giri, poiché molti motori funzionano al massimo regime anche quando non sarebbe affatto necessario. Qui, il potenziale di risparmio si aggira intorno al 30 %. Tuttavia, anche i convertitori di frequenza per la regolazione del numero di giri consumano inutilmente energia: essi infatti lavorano a corrente continua, che deve essere prodotta mediante raddrizzamento della corrente alternata. Si determinano così perdite da conversione, nonché ripercussioni sulla rete dovute ad armoniche che rendono la rete instabile.

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