L’effetto Coronavirus, con le conseguenti misure restrittive e di contenimento sanitario, sta pesando notevolmente sull’economia: basti pensare che, durante la scorsa settimana, i principali listini hanno perso più dell’11% della loro capitalizzazione. E ci attendono altri giorni di passione, con conseguenze devastanti.

Confindustria ha stilato un Piano di azione e reazione per contrastare gli effetti dell’arretramento dell’economia, un vero e proprio manifesto di politica economica a 360 gradi che coinvolge Governo, Ue, enti pubblici e privati.

Se tale situazione non sarà fronteggiata in tempi rapidi e con misure e strumenti non convenzionali, l’impatto globale sarà rilevante. Ma questa crisi può diventare l’occasione per fare quello che in situazioni ordinarie i governi non riescono – o non vogliono – fare. Se questa occasione non verrà colta, si correrà il rischio che le traiettorie economiche e sociali dei Paesi Ue divergano in misura insostenibile. Serve per questo un grande piano massivo di investimenti che punti a realizzare infrastrutture materiali, sociali e immateriali all’avanguardia. È necessario riattivare rapidamente tutti i cantieri e non solo quelli delle opere considerate prioritarie: la domanda pubblica deve compensare l’arretramento di quella privata.

Oltre a interventi urgenti che rimuovano le situazioni di blocco operativo e produttivo delle imprese, che sono state generate e – per alcuni aspetti – persino alimentate e ampliate dai provvedimenti restrittivi adottati per fronteggiare l’emergenza sanitaria, bisogna immaginare un piano massivo e straordinario che si snodi su sei grandi assi.

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