Per mettere a rischio il fragile equilibrio dei sistemi produttivi e della rete distributiva non serve la minaccia di agenti patogeni quali la Sars o l’attuale Covid-19. Basta molto poco. Anche “normali” ondate di influenza, calamità naturali come terremoti o eruzioni vulcaniche e, infine, specifici casi di divieto – come quello che ha riguardato il Boeing 737-Max – possono rapidamente portare a severe limitazioni che inducono le aziende a cancellare viaggi di lavoro che comportano un aumento del rischio per la salute dei dipendenti.

Esistono ovviamente dei metodi alternativi per far sì che gli ingranaggi dell’economia non si fermino.

Uno dei più comuni è l’utilizzo dei sistemi di videoconferenza, come possono essere WebEx o Skype, grazie ai quali è possibile sostituire gli incontri dal vivo tra i partecipanti ad un progetto. Se da un lato queste forme di collaborazione digitale permettono ai team di lavoro internazionali di rimanere in contatto, dall’altro non risolvono certo tutti i problemi. Differenze di fuso orario possono infatti costringere i partecipanti a rimanere svegli nel cuore della notte in base a dove si trovano i vari uffici.

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