Sarebbe «irresponsabile», da parte dei sindacati, forzare il significato del testo del Protocollo governativo – sulla sicurezza in tema di Coronavirus – per proclamare fermate e scioperi strumentali. Che sono nell’aria, secondo il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti. Bene lo stop delle aziende che non si adeguano, ma solo di quelle però. Ci vuole grande cautela, perché la serrata di imprese che fanno parte di filiere strategiche può determinare difficoltà proprio in certi settori, come il farmaceutico, di cui il Paese in questo momento ha estremo bisogno. E perché lo stop di piccole imprese, prive di riserve di capitale, significa la loro chiusura definitiva.

Sarebbe «sconsiderato», continuare ad ipotizzare – come fa il segretario generale di Fim Cisl, Marco Bentivogli – una chiusura totale della Lombardia, nel caso in cui il numero dei contagiati dovesse continuare ad aumentare. Non è più una questione regionale. Serrate territoriali o nazionali non comporterebbero altro che danni, dal momento che Paesi concorrenti ne approfitterebbero per cacciarci dalle filiere.

L’unica soluzione possibile, in questo momento, è europea. L’Unione dovrebbe trovare il coraggio di uno stop globale sul territorio continentale, in modo che nessun Paese sia tentato di approfittare della debolezza altrui. Il governo dovrebbe convincere Paesi importanti come Francia e Germania; i nostri europarlamentari dovrebbero far sentire la propria voce a Strasburgo e a Bruxelles; e i sindacati dovrebbero spingere in questa direzione. Tutto ciò secondo Bonometti, che abbiamo intervistato.

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