Un lampo nel mezzo di una vera e propria pioggia di critiche al Governo per come sta gestendo la risposta economica alla crisi sanitaria. A parlare, in un’intervista al Corriere, è Carlo Bonomi, presidente designato di Confindustria, che entrerà in carica il prossimo 20 maggio. La proposta è di quelle shock: alla domanda su quali siano le prime tre misure che il governo dovrebbe adottare, Bonomi risponde: “Chiediamo che si sblocchino tutte le opere pubbliche già finanziate. Inoltre, sia gli incentivi di industria 4.0 e sia i pagamenti dei debiti che lo Stato deve alle imprese devono trasferirsi in liquidità immediata, cioè con una detrazione sulle imposte che si pagano quest’anno”.

La notizia quindi è duplice. La prima è che il piano Industria 4.0, nella visione di Bonomi, deve restare una delle priorità su cui puntare per far ripartire gli investimenti privati. La seconda è che il sistema attualmente previsto dal piano Transizione 4.0, basato su crediti di imposta a fruizione quinquennale, non è adatto a questa fase in cui le aziende soffrono carenze di liquidità.

In pratica Bonomi propone di superare il sistema attuale dei crediti di imposta che prevede un ciclo in cinque tappe che parte con la decisione di investimento, vede poi il pagamento del bene, poi la consegna e la messa in funzione del macchinario per poi fare emergere il credito nella dichiarazione dei redditi e far quindi  partire, dal gennaio dell’anno seguente, il recupero fiscale in cinque anni. E propone di anticipare il beneficio fiscale all’anno stesso in cui si effettua l’investimento, magari in una percentuale superiore al quel 20% del beneficio che attualmente si recupera ogni anno (forse Bonomi pensa addirittura a un 100% del bonus da riscattare subito).

[continua a leggere]