Non può che essere accolta con favore la notizia che il centro di competenza di Genova ha assegnato i primi fondi, 1,6 milioni di euro, per i progetti di digital transformation in ambito Industry 4.0 in linea con gli obiettivi del MISE.

Un’ottima cosa, soprattutto in considerazione del fatto che tra i progetti ammessi al finanziamento ve ne sono molti presentati da PMI in collaborazione con partner pubblici, a dimostrazione di come sempre più sia necessario che la ricerca e l’industria percorrano insieme i sentieri dell’innovazione. Ma anche perché, come vedremo, ci offre l’opportunità sia di evidenziare, ancora una volta, l’importanza dei dati – e della loro tutela sotto il profilo del diritto d’autore – come motore della trasformazione digitale, anche in aziende manifatturiere, sia il ruolo della blockchain.

D’altra parte se una cosa ci ha insegnato questa crisi è l’utilità degli strumenti digitali che ci hanno consentito, pur in tempi di lock down, di continuare a lavorare, a tenerci in contatto con i nostri cari ed usufruire di vari beni e servizi essenziali.

È evidente, quindi, che anche le imprese italiane, la cui gran parte è costituita da aziende manifatturiere, non possono fare a meno di introdurre tali innovazioni nei loro processi, per restare al passo con tutti gli altri settori e, soprattutto, per garantire continuità aziendale e redditività in situazioni come quella che stiamo affrontando.

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