Il settore manifatturiero è uno dei tre pilastri su cui si dovrebbe fondare la RenAIssance dell’Italia (dove AI sta per Artificial Intelligence). Il neologismo, decisamente evocativo, è contenuto nell’appena annunciata  Strategia italiana per l’Ai appunto e fa capire da solo quanto ambizioso sia il progetto. A centro del quale ci sono tre elementi: l’uomo, il territorio e le peculiarità del nostro settore produttivo. L’industria, in buona sostanza, è il veicolo a cui puntare, con politiche industriali mirate, per promuovere la produzione di technology stock smart completamente made in Italy che condurrebbe a un ecosistema digitale affidabile, produttivo e sostenibile.

La diffusione dell’IA nell’industria italiana sarà realizzata tramite incentivi ma soprattutto attraverso la formazione continua dei lavoratori e un’educazione orizzontale tra i cittadini. Ci vorranno, per partire, circa 900 milioni pubblico-privato spalmati in cinque anni: serviranno a fondare l’Istituto italiano per l’Ai e un veicolo per il trasferimento tecnologico particolare attenzione ai settori dell’eccellenza italiana, manifattura e robotica, agrifood ed energia, aerospazio e difesa. 

È questo, in estrema sintesi, il contenuto del documento del Mise che disegna la via italiana all’Intelligenza Artificiale, che Industria Italiana ha studiato per capire in quale modo il Paese intende implementare nelle pmi industriale la tecnologia considerata il vero game changer del contesto competitivo. Il primo giudizio che ne traiamo è che contenga sufficienti elementi di avanguardia da proiettare finalmente l’Italia in testa all’ambizioso programma che porterà l’Europa a diventare leader dell’economia dei dati.

Oltre ad analizzare il documento ne abbiamo parlato con Piero Poccianti, Presidente dell’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA); con Patrizio Bianchi, professore ordinario di economia industriale e rettore dell’Università degli Studi di Ferrara e con Emanuela Girardi, membro del direttivo di AIxIA e membro del gruppo di esperti di intelligenza artificiale del Mise.

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