Con la firma del decreto di adozione da parte del Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione  Paola Pisano, l’Italia ha una strategia globale per le competenze digitali.

E avere una strategia globale, multisettoriale, integrata per le competenze digitali significa poter programmare interventi organici, rafforzando la sinergia tra scuola e università, tra queste e i nuovi lavori, le politiche per i giovani, le imprese e la pubblica amministrazione, le politiche per la cittadinanza digitale.

Ci siamo, finalmente.

Questa strategia nasce da un processo fortemente collaborativo tra soggetti pubblici e privati  proprio per assicurare una visione realmente globale e linee di intervento efficaci e concrete. E si basa su una convinzione: le competenze digitali sono una priorità strategica, perché fondamentali per lo sviluppo economico e sociale del Paese, per consentire la partecipazione al dialogo democratico. Sono una competenza chiave per esercitare oggi, pienamente, i diritti di cittadinanza.

Elaborata nell’ambito dell’iniziativa Repubblica Digitale, la Strategia è il risultato  di un approccio multistakeholder che ha riunito intorno allo stesso tavolo Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Università, enti pubblici di ricerca, imprese, professionisti, Rai, associazioni e varie articolazioni del settore pubblico, oltre alle organizzazioni aderenti alla Coalizione Nazionale (più di 120, che promuovono  circa di 130 iniziative), con una regia affidata al Comitato Tecnico Guida di Repubblica Digitale, coordinato dal Dipartimento per la trasformazione digitale.

Il processo di elaborazione è stato avviato nei primi giorni di aprile, in correlazione con il Piano Operativo che sarà completato nelle prossime settimane e comprenderà anche le iniziative già in essere che verranno arricchite e integrate. Il Comitato Tecnico Guida è stato affiancato da diversi soggetti che da anni seguono la tematica, come l’Istat, l’Osservatorio Competenze Digitali (Anitec-Assinform, Assintel, AICA, Assinter), l’Osservatorio Agenda Digitale e l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, CINI, GII, GRIN, l’Osservatorio Università Impresa e ha avuto anche il contributo di ASVIS. Sono stati costituiti gruppi di lavoro, con il coinvolgimento anche di esperti,  per realizzare in modo collaborativo il documento di strategia.

Il dato emblematico per raffigurare la situazione italiana è la bassa quota,  pari solo al 42%, di popolazione  tra 16 e 74 anni che possiede competenze digitali di base o superiori. Un dato che ci pone all’ultimo posto nel DESI (Digital Economy and Society Index) 2020 nell’area del Capitale Umano e contribuisce alla recente regressione al 37° posto nella classifica ONU sull’e-Government. In termini più concreti, significa che 26 milioni di italiani (16-74 anni) non hanno le competenze digitali adeguate per esercitare appieno i diritti di cittadinanza e che circa 15 milioni navigano su Internet con competenze digitali inferiori a quelle di base.

Non è un caso che il rapporto DESI 2020 sottolinei: “L’Italia sta avviando iniziative volte a rafforzare le competenze digitali e affrontare il tema dell’inclusione digitale. Intensificare e concentrare gli sforzi contribuirebbe a ridurre il divario digitale tra la popolazione e a garantire che la maggioranza disponga almeno di competenze digitali di base. Un altro passo importante in questo ambito sarebbe un approccio globale al miglioramento delle competenze e alla riqualificazione della forza lavoro, che comprenda un rafforzamento delle competenze digitali avanzate”. Approccio globale. Eccoci.

Per questa ragione gli obiettivi della Strategia sono ad ampio spettro:

  • combattere il divario digitale di carattere culturale presente nella popolazione italiana, sostenendo la massima inclusione digitale;
  • sostenere lo sviluppo delle competenze digitali in tutto il ciclo dell’istruzione e della formazione superiore;
  • promuovere lo sviluppo delle competenze chiave per il futuro e aumentare la percentuale di specialisti ICT, soprattutto nelle tecnologie emergenti;
  • garantire a tutta la popolazione attiva le competenze digitali fondamentali per le nuove esigenze e modalità di lavoro.

Il risultato atteso è di eliminare il ​gap con gli altri Paesi europei, globalmente nell’area delle competenze digitali e rispetto ai singoli assi di intervento, e di abbattere le situazioni di digital divide che caratterizzano il contesto italiano. Il Piano Operativo associato alla Strategia,  mira a raggiungere questi obiettivi.

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