La resilienza organizzativa, se adeguatamente incarnata all’interno di un’organizzazione aziendale, offre la possibilità di trasformare un evento gravoso in un percorso di crescita e di apprendimento.

L’attuale contesto sanitario con conseguente recessione economica ci pone dinanzi a nuove sfide. L’intero tessuto produttivo italiano ha subito direttamente e indirettamente gli effetti del lockdown causando una vera e propria crisi dei processi produttivi e di pianificazione aziendale.

La mancata fornitura di materie prime per la produzione è una delle tante improvvise difficoltà causate dal virus COVID-19 che ci impongono di ripensare all’intero assetto della nostra supply chain e di ottimizzare la gestione delle scorte.

LA RESILIENZA: FONTE DI SOPRAVVIVENZA PER LE MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Questa crisi senza precedenti ha portato ad una profonda riflessione sull’organizzazione aziendale, mettendo in luce un valore imprescindibile, la resilienza.

La parola “resilienza” deriva dal verbo latino “resilere”, cioè “rimbalzare”. Il termine è dapprima applicato all’ingegneria, indicando la velocità di un sistema di ritornare all’equilibrio a seguito di un disturbo, e successivamente all’ecologia in campo scientifico, evidenziando la capacità di un sistema di assorbire un disturbo senza modificarne la struttura, l’identità e le funzioni.

Ma perché alcune imprese riescono a sopravvivere e a reagire meglio di altre durante le crisi?

Oggi, il termine resilienza, viene utilizzato in una varietà di contesti. La resilienza, riferita alle imprese in un contesto economico – produttivo, può essere definita come “la capacità di un’azienda di adattarsi e riorganizzarsi in tempi brevi durante il corso di shock e di eventi non prevedibili, riducendo al minimo l’impatto negativo”. Le imprese resilienti saranno le prime a riprendersi dalla crisi e a guidare il percorso di crescita futuro.

QUALI SONO I FATTORI CHIAVE DELLE IMPRESE RESILIENTI?

  • Adattabilità e flessibilità:intese come la capacità di prendere decisioni tempestive e ridurre l’impatto negativo della crisi adattando il proprio know-how alle nuove esigenze produttive, economiche e sociali;
  • Innovazione: introdurre nuovi processi, prodotti e modelli di business che diano risposte positive a seguito di uno shock;
  • Lungimiranza:abilità di avere una visione a lungo termine prevedendo l’andamento del futuro contesto in cui si opera ed innescando azioni proattive.

Molteplici sono gli esempi di imprese resilienti, messi in risalto dall’emergenza sanitaria. Ad esempio, la mancanza di una produzione sufficiente di mascherine, gel disinfettanti, camici, guanti, caschi antivirus e altre apparecchiature mediche stava mettendo in crisi le strutture sanitarie italiane. Questa nuova realtà ha spinto sia le piccole che le grandi imprese a convertire la propria produzione per soddisfare un nuovo “bisogno”.

SCELTE E STRATEGIE DA ATTUARE PER INCREMENTARE LA RESILIENZA NELLA PROPRIA IMPRESA

Secondo diversi esperti la risposta è attuare un processo di trasformazione digitale.

Le tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0 possono essere uno strumento importante per le imprese manifatturiere e non solo, contribuendo alla loro stessa resilienza. Quando parliamo di tecnologie non ci riferiamo solo di strumenti per aumentare la produttività e competitività, ma anche un prerequisito fondamentale per tenere aperte le aziende e continuare le proprie attività in periodi di possibili futuri lockdown o di altre norme restrittive e di distanziamento sociale.

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