Come abbiamo avuto modo di indicare qui, il 28 settembre Sps Italia inaugurerà la nuova piattaforma Sps Contact Place. Ad aprire le danze sarà la tavola rotonda intitolata L’industria che riparte: digitale e automazione al servizio di resilienza e competitività, che si terrà in streaming e che analizzerà la situazione attuale dell’industria italiana, del settore fieristico e degli sviluppi futuri dei competence center.

All’incontro parteciperanno Donald Wich, amministratore delegato Messe Frankfurt Italia, Fabrizio Scovenna, presidente di Anie Automazione, Alessia Morani, sottosegretario di stato del Ministero dello Sviluppo Economico, Marco Taisch, presidente del Competence Center Made, Josef Nierling, amministratore delegato Porsche Consulting e Michele Poggipolini, executive director di Poggipolini.

«Dopo una timida frenata registrata nel 2019, l’industria italiana dell’Automazione ha accusato l’impatto del lockdown in modo più o meno marcato a seconda del mercato di destinazione delle tecnologie», spiega il presidente di Anie Scovenna. «Alcuni settori, come il farmaceutico o l’alimentare, hanno tenuto, ma molti altri hanno registrato perdite importanti. In particolare, la mancata consegna delle macchine a causa delle restrizioni anti Covid-19, ha portato alla mancanza di liquidità per le aziende fornitrici. Se i primi sei mesi del 2020 hanno fatto registrare una perdita a doppia cifra del fatturato, nella seconda parte dell’anno rileviamo un cambio di rotta che fa sperare in un recupero. Sulla base di questa tendenza, ci aspettiamo di chiudere l’anno con un -8% rispetto al 2019. La situazione è in evoluzione e richiederà importanti contributi da tutte le componenti socio-economiche. Un sostegno arriva sicuramente dalle tecnologie abilitanti del processo di trasformazione digitale grazie alle quali è possibile adattarsi ai rapidi cambiamenti del mercato e adottare un nuovo modello organizzativo più efficiente e competitivo. In questa fase diventa poi fondamentale riprogrammare i piani governativi a supporto della transizione digitale dell’industria sia dal punto di vista della pianificazione temporale sia in termini di potenziamento delle aliquote che regolamentano le detrazioni fiscali».

Marco Taisch sottolinea che «Ricorderemo il 2020 come uno dei punti di svolta nella quarta rivoluzione industriale. Le tecnologie a disposizione per il supporto ai processi della fabbrica non mancano e sono da tempo accessibili anche alle piccole e medie imprese. Tuttavia, il 2020 è l’anno in cui le aziende di ogni dimensione hanno compreso che l’Industria 4.0 abilita lo smart working industriale. Il lavoro manuale viene svolto dalle macchine perché gli operatori possano svolgere compiti a più alto valore aggiunto. Chi ha compreso e anticipato il trend di trasformazione e di automazione dei processi non ha avuto gravi conseguenze dal blocco delle attività causato dalla pandemia. Per tutti gli altri è necessario un reskilling e upskilling dei lavoratori. Solo in questo modo potremo salvaguardare i posti di lavoro, colmare il divario di competitività e ripartire in sicurezza».

La tavola rotonda si terrà online il 28 settembre alle 10:00. Il form per l’inscrizione, gratuita, è disponibile a questo indirizzo.