Transizione 4.0, il nuovo piano nazionale del MISE prevede la spesa di 24 miliardi di euro con due obiettivi: stimolare gli investimenti privati e dare stabilità e certezze alle imprese con misure che hanno effetto da novembre 2020 a giugno 2023. Nel comunicato stampa del 18 novembre 2020, il Ministro Stefano Patuanelli lo ha definito

il primo mattone su cui si fonda il Recovery Fund italiano

aggiungendo

Stiamo parlando di un investimento di circa 24 miliardi di Euro. Abbiamo sempre detto che quei finanziamenti andavano investiti e non spesi ed esattamente in questa direzione va il potenziamento di Transizione 4.0, che ora diventa strutturale. È un percorso partito da lontano, nato dal confronto con le categorie produttive. Con il Piano Nazionale Transizione 4.0 si raggiungono due obiettivi fondamentali: stimolare gli investimenti privati con una maggiorazione delle aliquote; dare stabilità alle categorie produttive con un pacchetto di misure ampio e pluriennale. Transizione 4.0 abbraccia gli investimenti in beni strumentali, materiali e immateriali 4.0, Formazione 4.0 di dipendenti e imprenditori, punta su R&S, innovazione, design, ideazione estetica e green economy. Si tratta del cuore del nuovo piano industriale del Paese

Fa seguito il Viceministro Stefano Buffagni ponendo l’accento sugli effetti di lunga durata

Transizione 4.0 è un piano shock con cui abbasseremo le tasse alle nostre imprese già dal 2021. Vogliamo incentivare l’acquisto di beni durevoli, garantire il supporto agli investimenti delle nostre imprese. Per questo motivo abbiamo ampliato dal 6% al 10%, passando da un ammortamento da cinque a tre anni, tutte le spese fatte in beni strumentali. Per noi è fondamentale aiutare le nostre piccole imprese, quelle che soffrono maggiormente: quindi per tutte le aziende che hanno un fatturato fino a cinque milioni di euro, il credito d’imposta del 10% sarà utilizzabile immediatamente nell’anno. Ciò significa pagare meno tasse, avere supporto per la propria liquidità e garantire il futuro alla propria azienda

Il nuovo piano Transizione 4.0 del MISE prevede diverse linee di intervento. Per quanto riguarda le agevolazioni, gli ambiti di applicazione sono:

  • Ricerca & Sviluppo
  • Innovazione
  • Design
  • Ideazione estetica
  • Green economy

Per quanto riguarda la durata delle misure

  • I nuovi crediti d’imposta sono previsti per 2 anni
  • La decorrenza della misura è anticipata al 16 novembre 2020
  • È confermata la possibilità, per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31/12/2022, di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo e consegna dei beni nei 6 mesi successivi (quindi, entro giugno 2023)

Viene prevista l’anticipazione e la riduzione della compensazione per le seguenti agevolazioni:

  • Per gli investimenti in beni strumentali “ex super” e in beni immateriali non 4.0 effettuati nel 2021 da soggetti con ricavi o compensi minori di 5 milioni di euro, il credito d’imposta è fruibile in un anno
  • È ammessa la compensazione immediata (dall’anno in corso) del credito relativo agli investimenti in beni strumentali
  • Per tutti i crediti d’imposta sui beni strumentali materiali, la fruizione dei crediti è ridotta a 3 anni in luogo dei 5 anni previsti a legislazione vigente

Per quanto riguarda i beni materiali ed immateriali viene prevista una maggiorazione dei limiti e delle aliquote secondo quanto previsto:

  • incremento dal 6% al 10% per tutti del credito beni strumentali materiali (ex super) per il solo anno 2021
  • incremento dal 6% al 15% per investimenti effettuati nel 2021 per implementazione del lavoro agile
  • estensione del credito ai beni immateriali non 4.0 con il 10% per investimenti effettuati nel 2021 e al 6% per investimenti effettuati nel 2022

La maggiorazione dei tetti e delle aliquote è prevista anche per i beni materiali 4.0:

  • per spese inferiori a 2,5 milioni di euro: nuova aliquota al 50% nel 2021 e 40% nel 2022
  • per spese superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro: nuova aliquota al 30% nel 2021 e 20% nel 2022
  • per spese superiori a 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro è stato introdotto un nuovo tetto: aliquota al 10% nel 2021 e nel 2022

Per quanto riguarda i beni immateriali, invece:

  • viene incrementata l’aliquota dal 15 al 20%
  •  il massimale passa da 700 mila euro a 1 milione di euro

Per quanto riguarda il credito di imposta Ricerca & Sviluppo, l’aliquota passa dal 12% al 20% e il massimale viene innalzato da 3 milioni a 4 milioni di euro.

L’agevolazione per l’innovazione tecnologica ha invece un incremento dell’aliquota dal 6 al 10%. Il massimale passa, invece, da 1,5 milioni a 2 milioni di euro.

Per l’innovazione green e digitale, l’incremento è dal 10 al 15% con il massimale che, come per l’innovazione tecnologica, passa da 1,5 milioni a 2 milioni. Il massimale è incrementato nella stessa misura anche per il design e l’ideazione estetica. L’aliquota passa, invece, dal 6 al 10%.

Novità anche per il credito formazione 4.0:

  • viene prevista l’estensione del credito d’imposta alle spese sostenute per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori
  • viene riconosciuto nell’ambito del biennio interessato dalle nuove misure (2021 e 2022)

Di seguito i documenti di riferimento messi a disposizione sul sito del MISE: